Visualizzazione post con etichetta Pasta fresca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pasta fresca. Mostra tutti i post

lunedì 23 febbraio 2015

SPATZLE DI SPINACI CON SPECK E CIPOLLE CROCCANTI

...il tempo giusto per ogni cosa...


Vi sarà sicuramente capitato di andare in una località e innamorarvi, al primo assaggio, di un piatto tipico. Pure a me. Più o meno tute le volte che mi sposto dalla mia città.
Di questi gnocchetti mi sono innamorata ancor prima di assaggiarli, ancor prima di vederli.
Giravamo a naso all'insù seguendo uno o l'altro profumino che si alzava da ogni banchetto del mercatino di Innsbruck... "mmm..senti qui".."andiamo a vedere là".."io assaggerei questo".. "quello mi ispira proprio"
Sarà stata l'atmosfera natalizia, sarà stata la neve, le abbondanti ( ^_^ ) dosi di vin brulé, le campanelle, la dolce compagnia, sarà stato che di questo piatto non si può non innamorarsi..fatto sta che non potevo venir via senza aver comprato la macchinetta per farli.
E questo inverno è il momento giusto per rifarli..porta con se un motivo in più.. <3


INGREDIENTI

150 GR DI SPINACI LESSATI
3 UOVA
250 GR DI FARINA
100 ML DI ACQUA
SALE
NOCE MOSCATA

150 GR DI SPECK TAGLIATO A LISTARELLE
PANNA FRESCA
UNA NOCE DI BURRO
ERBA CIPOLLINA
SALE 
PEPE
CIPOLLE CROCCANTI


Lessate gli spinaci, strizzateli bene in modo da eliminare tutta l'acqua e tagliateli a coltello grossolanamente.
Frullateli insieme alle uova e all'acqua, aggiungendo la noce moscata e il sale e otterrete una crema come questa.


In una padella antiaderente sciogliere una noce di burro e, dopo aver tagliato a listarelle lo speck, mettetelo a rosolare in padella. Aggiungete la panna, salate e pepate e aggiungete in fine a fuoco spento l'erba cipollina.


Riprendete l'impasto degli gnocchetti e aggiungete setacciandola, la farina, un poco alla volta e mescolate bene per incorporarla tutta. Otterrete una crema densa e liscia. Lasciate riposare qualche minuto..il tempo che l'acqua di cottura bolla.


Appoggiate la macchinetta sul bordo della pentola. Salate l'acqua e versate la pastella nel contenitore che dovrete far scorrere sulle guide della graticola. L'impasto scenderà nei buchetti e cadrà direttamente nell'acqua bollente.


Una volta che verranno tutti a galla, con una ramina, scolateli e versateli nella padella con il condimento


Una manciata di cipolle croccanti ...e mi sembra di essere là!!!




In realtà a Innsbruck la cosa era molto più seria...


bis di spatzle con patate ....come si fa a non innamorarsi...??? ^_^

Buon appe ragazzi
alla prossima!!!


martedì 3 febbraio 2015

PICI SENESI ALL'AGLIONE

..ed è lì che si ritornerà...



21 anni lei, appena uscita dall'adolescenza..quella tormentata e incomprensibile fetta di vita, inevitabile e a tratti dannatamente insopportabile. Uscita boccheggiando da un periodo da dimenticare, ma spaventata per niente..l'università..la positiva presunzione ricca di ideali e utopie che hanno i ragazzi di quell'età, sensibile e innamorata..innamorata delle cose belle, delle persone belle..dei bambini..quelli per cui stava studiando per diventare un'educatrice, le sue meravigliose amiche e compagne di facoltà....

29 anni lui, uscito da qualche anno da un periodo "particolare"...di quelli che la vita ti mette davanti quando ti fa credere di aver trovato la persona giusta e poi..poi infame, ti fa lo sgambetto, sbeffeggiandoti. Spaventato per niente..la chitarra..gli amici.. la scanzonata consapevolezza che la vita può sorprendere sempre..nel bene e nel male..il senso di libertà di un parà..con l'adrenalina mista a paura, ancora nelle vene, per il lancio fatto e la voglia di lanciarsi ancora.. l'ottimismo e la fiducia nel futuro, la certezza che l'istinto e il cuore non ti porteranno mai dalla parte sbagliata...

L'università..
La musica..
Un'amica in comune..
dicembre2005
Una cena tra amici..
Una stretta di mano...
L'inizio di tutto...

Prima gita fuori porta. Siena. Città meravigliosa.
Lei, mai vista prima. 
Lui, ex paracadutista, conosciuta e amata.
Questo piatto per me è ricco di ricordi..un vero confort food..
Per lui ...ancora di più.


INGREDIENTI PER I PICI

500 GR DI FARINA 0 MACINATA A PIETRA
300 ML DI ACQUA TIEPIDA 
OLIO EVO PER SPENNELLARE LA PASTA

(SE USATE LA FARINA MACINATA A PIETRA RICORDATEVI CHE ASSORBE DI PIU' , QUINDI POTRA' ESSERCI BISOGNO DI AGGIUNGERE PIU' ACQUA, SE USATE UNA FARINA 0 NORMALE, ALLORA DIMINUITE A 250 ML).

PER IL SUGO

500 GR DI PELATI
5/6 SPICCHI D'AGLIO (SI LO SO...E' UNA RICETTA SCACCIA VAMPIRI ^_^)
OLIO EVO
SALE
PEPE
PEPERONCINO


Per i pici, versate la farina su una spianatoia a fontana.


Versate al centro l'acqua e iniziate man mano a incamerare farina.
Impastate e otterrete un impasto come questo.
Avvolgete in un foglio di pellicola e lasciate riposare mezz'oretta.


Stendete la pasta alta circa 1 centimetro e tagliatela a striscioline di 1 centimetro circa di larghezza e spennellate la pasta con l'olio evo.


Coprite la pasta con la pellicola in modo che non si asciughi e iniziate a prendere le striscioline e ad allungarle facendole scorrere sotto il palmo della mano fino a creare un lungo spaghetto spesso.


Metteteli su un vassoio di cartone cospargendoli di farina in modo che non si attacchino tra loro.


Mentre l'acqua per cuocere i pici arriva a bollore, preparate il sugo tagliando a fettine sottili l'aglio e mettendolo a rosolare il padella con olio evo, ma senza farlo scurire.
Aggiungete la polpa di pomodoro o i pelati, salate, pepate e se volete aggiungete un po' di peperoncino. Mescolate e lasciate cuocere per 15 minuti. Giusto il tempo che l'acqua bolla, e che i pici siano cotti. Mettete i pici nel sugo e conservate un po' di acqua di cottura nel caso serva per ammorbidire e finire la cottura.
Una grattata di pecorino..un buon Chianti e la promessa di tornarci ancora..


Buon appe romanticoni..
siateci sempre..innamorati e liberi!
Un abbraccio

Con questa ricetta partecipo al Contest

Partecipo a...

di FIOR DI CAPPERO e 


e al contest


in collaborazione con

martedì 13 gennaio 2015

ROSETTE VERDI DI ZUCCA


Faccio parte della categoria del "fatto in casa è meglio", "fatto in casa è più sano", "fatto in casa, sai come lo fai", e vengo da una famiglia che la sfoglia pronta al banco frigo non sa neppure che esista, quindi quello che sto per dire sembra un controsenso, ma uscendo dalla casa di mammà, e lavorando per 9/10 ore al giorno, il tempo per preparare proprio tutto tutto non c'è.
Sono scesa quindi un po' a compromessi..a volte eh..non sempre.
Quelle volte per esempio che mi prende la voglia di qualcosa in particolare, ma richiede una preparazione troppo lunga per il tempo che ho a disposizione.in questi casi, ricorro all'aiutino!
Adoro le rosette, sono state uno dei miei piatti preferiti fin da bambina, e quando ne ho voglia..non riesco proprio a far finta di niente, a concentrarmi su altro nell'attesa che mi passi..perché non passa!
Al supermercato del mio paesotto si trova , oltre che alla comune sfoglia di marca, anche una sfoglia fatta da un pastificio artigianale che rifornisce i piccoli supermercati della zona..che per fare la pasta ripiena come tortelli e ravioli non è adatta (lì la sfoglia in casa è d'obbligo), ma per queste rosette è perfetta..mi sembra un ottimo compromesso no?? Infatti....

INGREDIENTI

500 GR SFOGLIA VERDE
400 GR ZUCCA COTTA
300 GR EDAMER A FETTE
1 CUCCHIAINO DI CURCUMA
SALE
PEPE
PANNA LIQUIDA
PARMIGIANO REGGIANO GRATTUGIATO

Le rosette classiche, se si prende la sfoglia pronta, sono la cosa più facile dell'universo mondo: strato di sfoglia, strato di Fontina o Edamer, strato di prosciutto cotto, si arrotola, si taglia e via.
Per queste, in più, c'è la cottura della zucca, ma in 20 minuti, mezz'ora si cuoce.
Allora, per prima cosa tagliate la zucca in pezzi grandi, salate, pepate e avvolgete in un foglio di alluminio ogni pezzo e mettete in forno a 200°. In questo modo la zucca cuocerà senza asciugarsi, trattenendo la giusta umidità.


Trascorsi 25/30 minuti, togliete dal forno e la polpa si sarà staccata dalla buccia.


Pulite bene e mettete la polpa in una terrina, schiacciatela con i rebbi di una forchetta fino a formare una purea, aggiungete la curcuma e mescolate. Assaggiate e correggete di sale se serve.


Stendete la sfoglia su un piano di lavoro e adagiate le fette di Edamer.


Spalmate poi la purea di zucca uniformemente lasciando scoperto un centimetro e mezzo in alto.



Arrotolate partendo dal basso e tagliate delle rosette spesse circa 3 centimetri. Adagiatele poi in uno stampo da forno, versate la panna da cucina sopra le rosette (si può preparare anche una besciamella leggera. A me piacciono di più con la panna..voi decidete secondo il vostro gusto!) e cospargete con un'abbondante spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato, poi salate e pepate di nuovo.


Mettete in forno mezz'ora a 170° e controllate che non si secchino troppo sopra, in quel caso copritele con un foglio d'alluminio.
Ecco fatto....io le adoro!!!


Buon appe ragazzi!!!!

lunedì 22 dicembre 2014

UDON DI RISO HOMEMADE CON VERDURE


Ci sono molti piatti tipici giapponesi conosciuti in Italia, sushi, sashimi, maki, tempure varie ormai sono diventati piatti non lontani dalla nostra alimentazione..almeno non lontani dalla mia! 
Ristoranti "all you can eat" spuntano come funghi, ti siedi e per una ventina di euro mangi tutto ciò che vuoi. In alcuni posti si mangia molto bene...in altri purtroppo non molto.
Rimango dell'idea che il "miglior ristorante" rimanga casa propria..e cucinare piatti che non fanno parte della nostra tradizione sia sempre una sfida!!!
Oggi vi propongo questo piatto, che io adoro. Sto parlando di UDON. 

INGREDIENTI PER GLI UDON

130 GR DI FARINA DI RISO
70 GR DI FARINA 00
ACQUA TIEPIDA
MEZZO CUCCHIAIO DI SALE

INGREDIENTI PER IL CONDIMENTO 

1 SCALOGNO O MEGLIO UN PICCOLO CIPOLLOTTO
1 ZUCCHINA
2 CAROTE
GERMOGLI DI SOIA
SALSA DI SOIA
OLIO DI SEMI DI SOIA
SALE
SESAMO NERO
SESAMO CHIARO

Per fare l'impasto degli udon, mischiate in una terrina le due farine, aggiungete mezzo cucchiaio di sale e impastare con acqua tiepida fino a raggiungere un impasto morbido e compatto.


Stendete la pasta non troppo sottile (circa 3/4 millimetri).


Arrotolatela come per fare delle tagliatelle, avendo cura di infarinare ogni piegatura in modo che non si attacchi.


Iniziate a tagliare dei rotolini di pasta in questo modo.


Apriteli e metteteli da parte ad asciugare mentre preparate le verdure e fate bollire l'acqua per cuocerli.


Prendete la zucchina e togliete il più possibile la parte bianca che è più spugnosa e rischierà di assorbire tutta la salsa di soia in fase di cottura. Tagliate zucchina e carote in questo modo.


In una wok o in una pentola antiaderente mettete a soffriggere uno scalogno o ancor meglio un piccolo cipollotto fresco con l'olio di semi di soia, aggiungete poi le verdure e quando saranno ben rosolate sfumate con la salsa di soia. Non ho messo la quantità precisa della salsa di soia perché ne esistono di diverse qualità e concentrazioni quindi rischierei, dandovi la quantità precisa di farvi risultare un piatto troppo salato o troppo poco saporito. Regolatevi voi..assaggiando!!! *_*
Ricordatevi che le verdure devono, anzi DEVONO rimanere croccanti quindi appena iniziano a stufare, spegnete in fuoco perché continueranno ad ammorbidirsi con il calore nel frattempo che vengono cotti gli udon.


In ultimo, a fuoco spento, aggiungete i germogli di soia e mescolate velocemente.


Nel frattempo fate bollire l'acqua per la cottura degli udon, salate e immergete gli udon per 5/7 minuti. Poi tuffateli nelle verdure e aggiungete un altro goccio di salsa di soia e saltate per un paio di minuti.
Ed ecco fatto..
Potete preparare questa ricetta anche con solo farina 00 seguendo lo stesso procedimento!
Guarnite con il sesamo e mangiate caldissimi!!!


Ragazzi che dire...buon appe, buon Natale
e buone feste a tutti!!!
Preparate le pance ...
ci vediamo prossimamente
su questi schermi
con un chiletto in più!!!!!

martedì 9 dicembre 2014

TORTELLINI (DI CASA MIA...)

... l'ombelico di Venere...



Il tortellino è una delle paste ripiena più famose d'Italia e ancora oggi molte città se ne contendono la provenienza. Modena, Bologna, Castelfranco Emilia e Valeggio sul Mincio, da sempre, rivendicano la paternità di questo capolavoro dorato patrimonio dell'umanità.
Venne chiamato appunto, ombelico di Venere, perché su di lui, come su ogni cosa meravigliosa di cui non si conoscono precisamente le origini, nacquero leggende fin dal Medioevo.
Alessandro Tassoni, scrittore e poeta modenese, nel "La secchia rapita" raccontò come una sera, dopo una giornata di battaglia tra modenesi e bolognesi, Venere, Bacco e Marte si recarono alla locanda Corona e vi restarono per la notte. 
Il giorno seguente Venere chiamò il locandiere, che entrando in camera e vedendola seminuda, tornò in cucina ancora inebriato dalle forme di quel corpo, prese un pezzo di pasta, lo riempì e gli diede la forma dell'ombelico della dea.
Attualmente c'è un comune, posto esattamente al confine tra Modena e Bologna, che vanta la paternità del tortellino, cioè Castelfranco Emilia. Questo comune, un tempo, apparteneva alla provincia di Bologna, ma dal 1929 è sotto Modena... che non sia da qui che è nata la diatriba???

Insomma, io che sono modenese, di tortellini ne ho assaggiati di tutti i tipi.
Vi lascio qui la ricetta originale, depositata il 7 Dicembre 1974 dalla "Confraternita del Tortellino", perché se si tratta di tradizioni non si scherza ... chiaro però che per me i migliori tortellini sono quelli di casa mia, che faccio con mia mamma. che non sono piccoli così come la tradizione vuole, infatti non condivido quello che si dice, ovvero che più son piccoli più son buoni. per me la misura giusta è quella è quella che permette di assaporate meglio il ripieno, quella che gli permette di avere quella bella "panciotta" piena e tirata.

E' Natale..ormai si sente nell'aria.
Weekend lungo dell'Immacolata. Momento perfetto per iniziare a riempire il freezer di tortellini, tortelli, lasagne e rosette per le prossime e vicinissime feste.

Noi abbiamo iniziato così!!

INGREDIENTI PER LA SFOGLIA

700 GR DI FARINA 0 MACINATA A PIETRA
300 GR DI FARINA DI GRANO DURO MACINATA A PIETRA
10 UOVA INTERE
3 TUORLI

INGREDIENTI PER IL RIPIENO

150 GR DI CARTELLA O DIAFRAMMA DI MANZO
50 GR DI FILONE DI MAIALE
200 GR DI MORTADELLA
200 GR DI PROSCIUTTO CRUDO
200 GR DI PARMIGIANO REGGIANO STAGIONATO 42 MESI
SALE
PEPE
NOCE MOSCATA


Se fare la sfoglia è un'arte, tirarla con la cannella è cosa che solo pochissime persone sanno fare.
Le sfogline sono ormai quasi in estinzione.
Mia mamma è una di quelle che tira la pasta con il mattarello..farmi insegnare è uno dei buoni propositi del 2015!!!
Intanto la tiriamo a macchina..che va poi bene lo stesso!
Allora, per prima cosa mettete sulla spianatoia di legno le farine a vulcano e mettete al centro le 10 uova e i 3 tuorli.


Io ho usato delle farine macinate a pietra di una piccola azienda del mio paese.


Le farine macinate a pietra, sono più sane perché mantengono inalterate le loro proprietà grazie ad una macinatura che non scalda il prodotto, come invece accade per la macinatura moderna.
Queste farina assorbono di più di quelle in commercio nei supermercati, ecco perché per 1 kg di farina ho messo 10 uova più 3 tuorli.

Iniziare ad impastare dal centro, incamerando nelle uova un po' di farina alla volta finché la farina verrà assorbita tutta e avrete ottenuto una pasta gialla ed elastica, che metterete a riposare mezz'ora in frigorifero.


Nel frattempo procedete con la preparazione del ripieno.
La carne necessaria fatevela preparare dal macellaio di fiducia e fatevela macinare due volte.
Dopodichè a casa, mettetela in una ciotola, aggiungete sale, pepe e un pizzico di noce moscata e i 200 gr di Parmigiano Reggiano (noi ne abbiamo usato uno di 42 mesi che a dir la verità si fa fatica a trovare..ma vale la pena sbattersi un po' per cercarlo..ve lo garantisco!!).


Mescolate il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e profumato.


Trascorsa la mezz'ora di riposo per la pasta, potete iniziare a stenderla con la macchina oppure con il mattarello e a tagliare dei quadratini di pasta di circa 3x3cm o 4x4cm a seconda di come li preferite e mettete al centro una pallina di ripieno.


Poi procedete con la chiusura..la parte difficile, ma non impossibile.
Prendete il mano il quadratino di pasta, chiudetelo a triangolo, giratelo in modo che abbia il vertice rivolto verso di voi. Con pollice e indice, stringete i lembi di pasta laterali e arrotolateli intorno all'indice. Vi assicuro che più difficile spiegarlo che farlo e con un po' di esercizio saranno perfetti!
E poi..anche se non son perfetti...??


Oggi vi ho portato proprio in casa mia..non c'è festa che io mi ricordi senza i tortellini sulla tavola!

Buon appe ragazzacci!!
A presto!


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari